Su questo fiume esistono molte leggende, ma la preferita è quella sul nome. I Romani viaggiarono per il mondo e videro molti fiumi. Quando arrivarono in questa parte della Bosnia occidentale e videro un’acqua color smeraldo precipitare su barriere di travertino in nuvole di schiuma bianca, le diedero un nome che non lasciava dubbi: Una, “l’unica”. Non la più bella tra tante, ma l’unica del suo genere, e chi è stato sulle sue rive farebbe fatica a contestare il titolo.
Un fiume che attraversa confini e un parco nazionale
L’Una è lunga 212 chilometri e segna il confine naturale tra Bosnia ed Erzegovina e Croazia; nel suo corso medio attraversa in parte la Republika Srpska. La sua storia moderna inizia nel 2008, con la fondazione del Parco nazionale Una vicino a Bihać. Nel 2024 il parco ha registrato circa 167.000 visite, oltre il 7% in più dell’anno precedente: la prova che l’Una non è più un segreto custodito dalla gente del posto.
L’acqua è fredda, cristallina e di quel colore smeraldo riconoscibile che in foto sembra quasi irreale e dal vivo è ancora più intenso. Non è un caso né un filtro: dipende dal calcare che il fiume attraversa, che le dà limpidezza e colore unici.
Štrbački buk, una perla in attesa della lista UNESCO
Se l’Una ha un volto noto in tutta la regione, è lo Štrbački buk, una cascata alta da 23 a 25 metri, la più alta del fiume e la maggiore attrazione naturale della Bosnia ed Erzegovina. Scende su tre gradini di travertino larghi 40 metri, e la sua forza si sente prima di vederla.
Esiste persino un’iniziativa per inserire lo Štrbački buk nel Patrimonio mondiale UNESCO, e quando lo vedi capisci perché. Una passerella di circa 400 metri porta a punti panoramici che mostrano le cascate da diverse angolazioni, con pannelli informativi su flora, fauna e patrimonio culturale del parco lungo il percorso. L’ingresso alla zona visite dello Štrbački buk costa 12 KM per gli adulti.
Martin Brod, l’altro volto dell’Una, altrettanto potente
A quindici minuti d’auto dal centro rafting di Bihać c’è Martin Brod, un complesso di cascate che comprende il Milančev buk, la cascata più estesa dell’Una. Questo piccolo villaggio sul fiume è noto anche per il monastero di Rmanj, costruito nel 1443 e dedicato a San Nicola, prova che l’Una non è solo una meraviglia naturale ma anche testimone vivo della storia della regione.
Un rafting che non annoia mai
L’Una non è un fiume da guardare dalla riva: ti invita a entrare. Le discese in rafting partono proprio sotto lo Štrbački buk e attraversano il cuore del parco nazionale, tra cascate smeraldo e sotto rocce coperte di muschio, in scene che sembrano di un altro mondo.
La discesa è pensata per essere sicura per chi la fa la prima volta (età minima sette anni) e mai noiosa per gli avventurieri esperti. Tutte le agenzie di rafting, kayak e canoa sull’Una lavorano con skipper autorizzati, barche registrate e attrezzatura assicurata per ogni partecipante.
Chi prova il rafting sull’Una capisce subito quanto sia diversa dai fiumi più tranquilli della regione: selvaggia, piena di cascate e carattere, ma mai imprevedibile nelle mani di una buona guida.
Bosanska Otoka, uno spettacolo unico in Europa
Più a valle, a Bosanska Otoka vicino a Bosanska Krupa, l’Una custodisce un’altra meraviglia che vale la deviazione. La moschea del paese sorge su un’isoletta del fiume, circondata dall’acqua e raggiungibile solo con un ponte: l’unica moschea in Europa costruita su un’isola fluviale. La prima versione risale al 1565, e nonostante secoli di alluvioni e altre difficoltà questa “isola verde” è ancora lì, testimone silenziosa della forza e della resistenza della regione.
Cos’altro offre l’Una?
Il Parco nazionale Una ospita molte specie rare e protette di piante e animali, e c’è molto più da vedere delle cascate. Sentieri escursionistici, percorsi in bici, la fortezza di Ostrožac sopra il fiume e le isole giapodiche a Račić, un sito archeologico e culturale immerso nel verde, danno ancora più motivi per visitare questa parte del paese.
E dopo una giornata sull’acqua, la cucina locale completa la storia: trota fresca alla griglia e patate dell’orto sono particolarmente buone dopo il rafting.
Il consiglio della redazione di Taste & Rate
Dedica all’Una un’intera giornata, non qualche ora, e se ami la natura anche più giorni. Inizia dallo Štrbački buk, percorri i sentieri segnati, senti la forza del fiume in rafting e chiudi la giornata con la trota in riva all’acqua. Si raggiunge più facilmente in auto da Bihać. La stagione va dalla primavera all’autunno: d’estate l’acqua è più calda per fare il bagno, in primavera la portata è massima e le cascate più impressionanti. Tutti i 212 km dell’Una sono spettacolari e pieni di cose da fare, quindi pianifica bene il percorso, da Martin Brod attraverso Bihać, Bosanska Krupa e Bosanska Otoka fino a Novi Grad e Kostajnica. Non te ne pentirai.
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