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Attrazioni · Mostar

Ponte Vecchio – Mostar

5 motivi per cui il Ponte Vecchio di Mostar deve essere nella tua lista

  1. Patrimonio mondiale UNESCO, uno dei simboli più noti della Bosnia ed Erzegovina e di tutti i Balcani.
  2. Un’impresa ingegneristica del 1566, l’arco più grande del suo tempo, senza un solo pilone in acqua.
  3. Una storia di distruzione e ricostruzione che parla di forza e solidarietà umana più che di architettura.
  4. Una tradizione secolare di tuffi dal ponte, ancora viva davanti ai visitatori.
  5. Nel cuore della città vecchia di Mostar, tra bazar, torri e storia a ogni passo.

Ci sono luoghi così famosi che tutti li conoscono per nome e che, quando finalmente li vedi dal vivo, riescono ancora a sorprenderti. Il Ponte Vecchio di Mostar è uno di questi. Quattro metri di larghezza, trenta di lunghezza, un arco che si alza ventiquattro metri sopra la Neretva color smeraldo e una storia più pesante di ogni pietra con cui è costruito.

Una meraviglia ingegneristica che lasciò senza parole gli architetti

Il sultano Solimano il Magnifico fece costruire il ponte tra il 1557 e il 1566, quando l’Impero ottomano era all’apice della sua potenza. Sul cantiere fu inviato Mimar Hayruddin, allievo del grande Mimar Sinan, autore dei più importanti edifici di Costantinopoli. Secondo la leggenda Sinan stesso riteneva impossibile un arco in quel punto. Hayruddin dimostrò il contrario.

Nacque un ponte a una sola arcata di 29 metri, senza piloni in acqua e con un arco spesso appena 77 centimetri: al suo completamento era la più grande struttura ad arco del mondo. Nel XVII secolo il viaggiatore Evliya Çelebi scrisse che il ponte era un’opera d’arte che dava scacco matto a tutti i costruttori del mondo. Non esagerava.

La costruzione costò 300.000 akçe. La leggenda vuole che il giorno della fine dei lavori fosse anche quello della morte del suo costruttore.


Un ponte sopravvissuto a tutto ciò che ha cercato di distruggerlo

In quattro secoli e mezzo il Ponte Vecchio è sopravvissuto a imperi, guerre e forze della natura. Resistette persino ai carri armati nazisti che lo attraversarono nella Seconda guerra mondiale. Ma il 9 novembre 1993, nel conflitto che devastò Mostar, il ponte crollò nella Neretva. 427 anni di storia scomparvero in pochi secondi.

Ciò che seguì non fu solo la ricostruzione di un ponte, ma un progetto internazionale che unì UNESCO, Turchia, Italia, Paesi Bassi, Francia e Banca mondiale nella convinzione comune che certi simboli vadano restituiti. La pietra originale, la tenelija, fu estratta dalle stesse cave usate da Hayruddin, con metodi e attrezzi originali, da scalpellini esperti che reimpararono le tecniche del XVI secolo.

Il ponte ricostruito fu riaperto il 23 luglio 2004 e l’area entrò poco dopo nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO. Fu più di un restauro: la prova che la bellezza può sopravvivere all’odio. Café del Montenegro


Mostari: la città che prende il nome dai custodi del ponte

Mostar deve il suo nome proprio a questo ponte. I mostari erano i custodi del ponte in epoca ottomana, e la città prese il loro nome. Questo dettaglio dice tutto su quanto il ponte fosse centrale per l’identità della città. Quando il ponte cadde, Mostar perse una parte del suo nome. Quando fu ricostruito, la riebbe.

Le due torri che affiancano il ponte, Halebija sulla riva destra e Tara sulla sinistra, costruite nel XVII secolo, sono ancora lì come guardiani silenziosi che ricordano tutto ciò che è passato tra loro.


I tuffatori del ponte: una tradizione che dura da secoli

Uno spettacolo che affascina i visitatori quanto l’architettura sono i tuffi dal ponte, una tradizione antica quanto il ponte stesso. Saltare da ventiquattro metri nella fredda Neretva era un rito di passaggio per i giovani di Mostar, una prova di coraggio tramandata di generazione in generazione. Oggi è insieme attrazione turistica e disciplina sportiva, ma chi guarda un tuffatore sul bordo dell’arco di pietra prepararsi al salto capisce che qualcosa del rito originale è ancora vivo.


Il consiglio della redazione di Taste & Rate

Visita il Ponte Vecchio al crepuscolo, quando la luce dorata cade sulla pietra bianca di tenelija e la Neretva sotto prende il colore del rame. È un momento che rende insufficiente ogni foto vista. La città vecchia intorno al ponte offre bazar, botteghe, ristoranti e una storia a ogni angolo: lascia almeno mezza giornata e non avere fretta. Il ponte è percorribile ogni giorno, e l’area del Ponte Vecchio di Mostar è nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO dal 2005.

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