Indice 7
- La storia della cantina Kozlović, iniziata nel 1904 e mai interrotta
- Una cantina senza dipendenti, solo familiari che conoscono ogni vite a memoria
- Svinjon, un nome tra amici
- Malvasia, da cui tutto comincia e a cui si torna sempre
- Santa Lucia, quando il vino diventa da collezione
- Perché questa degustazione è una lezione per il turismo
- Il consiglio della redazione di Taste & Rate
Ci sono visite in cantina che sono solo una tappa di un tour, e altre che cambiano il modo in cui capisci il legame tra un luogo, una persona e il vino nel bicchiere. La cantina Kozlović, nella valle di Vale vicino a Buie, nell’Istria nord-occidentale, appartiene alla seconda categoria. Non per la reputazione costruita in quattro generazioni della stessa famiglia, ma per il modo in cui ti accoglie.
La storia della cantina Kozlović, iniziata nel 1904 e mai interrotta
Vale è una valle. Non una città né una meta turistica nel senso classico, ma un pezzo di terra istriana che la famiglia Kozlović coltiva dal 1904, quando fu piantato il primo ettaro di vigneto e costruita la prima casa di famiglia. In quattro generazioni l’obiettivo è rimasto lo stesso: preservare i vitigni autoctoni istriani nel rispetto del territorio e del patrimonio, migliorare conoscenze e tecnologie in vigna e in cantina e garantire la qualità del vino con il nome di famiglia. Kozlović
Buie, la cittadina che domina la zona come una sentinella sulla collina, è nota da tempo come una delle aree vitivinicole più fertili dell’Istria. Terreni di flysch, calcare e argilla, un’altitudine che porta forti escursioni tra giorno e notte, vigneti esposti a sud e sud-ovest: insieme creano un terroir che non si può copiare in nessun’altra valle del continente.




Una cantina senza dipendenti, solo familiari che conoscono ogni vite a memoria
Jasmina Mirković ci ha accolto come i buoni padroni di casa accolgono gli ospiti cari: senza cerimonie, ma con piena attenzione. Ogni frase sulla cantina, sui vigneti e sui vini rivelava la conoscenza intima che viene da anni passati dentro questa storia, non come una guida che ripete un testo imparato, ma come qualcuno che quella storia la vive.

La conversazione è arrivata spontaneamente al logo di Kozlović, un simbolo che in etichetta sembra semplice ma ha un significato profondo. Jasmina ci ha spiegato che è pensato per evocare unione e legame: due mani, due amici, due linee che si incontrano, a dire che dietro ogni vino c’è una relazione. Tra il vignaiolo e la vigna. Tra il vino e l’ospite. Tra la tradizione e un’innovazione che non la cambia, ma la migliora.
Svinjon, un nome tra amici
Il Sauvignon Blanc di Kozlović non porta il nome del vitigno. Si chiama Svinjon, e la scelta non è un capriccio di marketing. Jasmina ci ha spiegato che il nome viene dal gergo, da quel modo di parlare rilassato che dice tutto quando al tavolo ci sono veri amici. Svinjon non è un vino da spiegare, ma da ordinare e condividere.

Nello Svinjon il Sauvignon Blanc si rivela una scelta vincente, con il suo profilo aromatico riconoscibile e una freschezza minerale che incuriosisce e conquista allo stesso tempo. Kozlović Nel bicchiere è proprio così: agrumi ed erbe verdi, una freschezza che accende la conversazione e una mineralità che ti spinge ad annusarlo ancora prima di bere. Svinjon ha tanto carattere quanto il suo nome e si sposa alla perfezione con i sapori istriani (salumi, formaggi, erbe) che hanno accompagnato la degustazione.




Malvasia, da cui tutto comincia e a cui si torna sempre
Fin dall’inizio la cantina Kozlović è stata sinonimo di Malvasia istriana fresca e di Moscato di Momiano. La Malvasia che ci è stata servita lo conferma subito: vivace, fruttata, con quella nota minerale particolare che danno il flysch e il calcare di Vale. Non una Malvasia pesante che stanca, ma una che rinfresca e accompagna la cucina istriana in modo così naturale da far pensare che vino e terra si siano creati a vicenda. Istra
Parlando di Malvasia con Jasmina è emerso anche un dettaglio che pochi visitatori conoscono: le prime viti di Malvasia a Santa Lucia furono piantate nel 1961, in un vigneto a 240 metri di altitudine vicino a Buie. Quel terreno, tra i siti vitati più pregiati della Croazia, dà alla Malvasia una dimensione che la Malvasia di Vale non ha e che si sente fin dalla prima goccia.
Santa Lucia, quando il vino diventa da collezione
La Malvasia Santa Lucia è un’altra categoria: un vino di espressiva tipicità varietale, frutto maturo ed elegante e mineralità, un vino da collezione con un potenziale di invecchiamento di oltre dieci anni. Se la Malvasia di Vale è un vino per il momento, Santa Lucia è un vino per la pazienza, e ogni sorso lo conferma. Complessità che si sviluppa nel bicchiere, un finale che non si spegne e un colore oro che dice subito che non è nato in fretta.


Il cibo servito con la degustazione, pane fatto in casa che la famiglia impasta e cuoce, salumi e formaggi scelti con cura da produttori istriani della zona, non era un contorno. Era parte alla pari dell’esperienza, dava a ogni vino un contesto nuovo e rivelava sfumature che nessuna descrizione esperta può trasmettere senza il boccone giusto accanto.
Perché questa degustazione è una lezione per il turismo
Quello che la cantina Kozlović fa con le sue degustazioni non è solo un buon servizio: è una masterclass su come si costruisce il marchio di una destinazione. Ogni elemento della visita racconta una storia coerente: il logo che parla di unione, lo Svinjon con il nome preso dal parlato quotidiano, il pane impastato nella tenuta, Jasmina e il resto dello staff che parlano della cantina come della propria famiglia.

Chi arriva in Istria per Kozlović non viene solo per il vino. Viene per la storia e la porta a casa, in bottiglia e nella memoria. È un branding che nessuna campagna può comprare: si costruisce in decenni di lavoro onesto, autenticità e consapevolezza che l’ospite non compra un prodotto, ma un’esperienza che lo cambia.
Vogliamo raccontare ogni storia futura come fa la cantina Kozlović: con coerenza, con amore, senza fretta e attraverso persone che la vivono.
Il consiglio della redazione di Taste & Rate
Se viaggi in Istria, una degustazione da Kozlović è una tappa obbligata: dura 90 minuti e si ricorda molto più a lungo. La prenotazione è obbligatoria perché i posti sono limitati. Tutte le informazioni su kozlovic.hr, Vale 78, Momiano, Buie, Istria.



